mercoledì, 21 ottobre 2009
LE RECENSIONI DEL CONDOR
DETECTIVES SELVAGGI di ROBERTO BOLANO

Siccome ci ho preso gusto, dopo la storia della recensione di "Uomini che uccidono le donne", ho deciso che pubblicherò quale mie impressioni sui libri che vado leggendo (le trovate uguali uguali anche su IBS).
Quindi ecco quella di Detectives Selvaggi di Roberto Bolano.

 
Ottocento pagine che non scorrono via facilmente, soprattutto se non si è
appassionati di critica letteraria. Solo una volta superata la metà si
comincia a capire che quei due disgraziati senza arte né parte sono dei
veri protagonisti, anche se sempre raccontati da qualcuno che li ha
incontrati e che ce li rende con il suo linguaggio. E anche se sembrano due
burattini senza personalità alla fine ti lasciano dentro qualcosa. Forse la
voglia e il desiderio di cercare sempre fino a trovare la risposta. E solo
a quel punto si capisce che non è la meta che conta, ma il viaggio. E si
vorrebbe ricominciare da capo.

 
postato da: acerino alle ore 18:58 | Permalink | commenti (7)
categoria:recensioni, roberto bolano, Detectives Selvaggi
martedì, 20 ottobre 2009
SANTA LUCIA 

Sirena è amica di Maria Teresa, quella bionda bella discreta, di quella bellezza che non abbaglia, ma colpisce lentamente e quando ci sei dentro non ne puoi più uscire.
E poi è alta, almeno un metro e settanta, forse anche un metro e settantacinque.
Sirena è una sua amica, e un po' anche mia, e non è da meno quanto ad altezza, bellezza e bionditudine.
 
Qualche giorno fa Sirena mi ha raccontato di una festa dove era stata qualche giorno prima, e dove aveva incontrato parecchi amici che non vedeva da tempo.
“C'erano tutta la mia comitiva di qualche anno fa, sai come succede no? Ci si fidanza o ci si lascia, e tutto un gruppo di persone scompare dalla tua vita.
Non li vedi più per anni, poi vai alla festa di uno e li trovi tutti là, con tante altre persone che non hai mai visto prima, che ora fanno parte di quel gruppo.
In mezzo alla folla, perchè c'era veramente un sacco di gente, ho notato subito uno in particolare, che mi sembrava di conoscere. L'ho guardato meglio ed era Dario, il fidanzato di Mara, una delle mie migliori amiche. C'era un periodo che uscivamo sempre insieme, poi loro hanno litigato e si sono lasciati e lui, io, non l'ho più visto. Ma io cosa c'entravo se loro avevano litigato. Ma lui decise così, scomparve con tutti quelli che erano amici di Mara.
 
Mi faceva piacere vederlo, insomma, eravamo abbastanza amici, avevamo anche parlato un po' qualche volta. Cercavo di incrociare il suo sguardo per salutarlo, perchè era dall'altra parte della sala, ma lui niente, sembrava che lo facesse apposta a non guardare mai dalla mia parte. 
A un certo punto si gira e mi fissa, dritto negli occhi, per uno o due secondi.
Io lo guardo e gli sorrido, poi faccio per alzare una mano e fargli 'ciao', ma lui si gira e fa finta di niente. Anzi, mi gira le spalle e si mette a parlare con una tizia.
Io sono sicura che mi ha visto e che lo sta facendo apposta, e mi arrabbio.
Io che c'entro se lui ha litigato con Mara, lei è amica mia, certo, ma non vuol dire che non dobbiamo più salutarci e che non mi deve più parlare. Io non sono Mara, io sono Sirena!
Non ci ho visto più, sono partita alla carica, ho attraversato tutta la sala scansando le persone che stavano in mezzo, gli sono arrivata alle spalle e gli ho fatto 'toc toc' su una spalla, e mentre lui si girava gli ho agitato l'indice sotto il naso per rimproverarlo, e gli ho detto:'Dario!'
E lui? Lo sai lui cosa mi ha detto? “
“Certo che no! Cosa ti ha detto?”
“Mi ha detto, un po' confuso: 'Francesco, non Dario' ”
postato da: acerino alle ore 21:41 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 11 ottobre 2009
L'INGLESE PER TUTTI

Una collega al telefono : "Acer, per questa cosa aspettiamo un attimo, è meglio se la teniamo un po' in stenbait".
postato da: acerino alle ore 09:15 | Permalink | commenti (16)
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giovedì, 01 ottobre 2009
THE WINNER TAKES IT ALL 

Acer arriva in ufficio trafelato, mercoledì mattina.
Sbatacchia le cose sulla scrivania, telefonino, giornale, chiavi, portafogli e accende il pc.
Traffica con qualche carta, passa un collega che lo invita al caffè, e subito si aggrega.
Al ritorno è pronto per cominciare a lavorare, quando dal portafogli un angolino di foglietto bianco attira la sua attenzione.
La schedina del Superenalotto reclama di essere controllata.
Non c'è tempo di sfogliare il giornale, gli impegni incalzano.
Al volo si collega con un sito internet dove ci sono i numeri.

Ohibò … Acer si accorge subito di avere il Superstar giusto.
Verifica febbrilmente gli altri numeri.
Occacchio !
Ce n'è uno.

Acer ha vinto al Superenalotto!
Quanto quanto quanto ?
Non il jackpot, 45 milioni di euro, neanche centomila, tremila, cinquecento, ma dov'è?
Ah ecco qua: 10 euro.
Vabbè, non cambia la vita, ma è il pensiero che conta.

Fiato alle trombe.
A ora di pranzo tutti sanno.
Tutti al bar, Acer offre il caffè con la schedina vincente.

“Mi controlla questa schedina (sottinteso:vincente) per piacere ?”
“Niente … che faccio la butto?”
“Scusi, controlli ancora...questa schedina è vincente”

La schedina non risulta vincente neanche dopo il secondo e il terzo controllo.
Acer, zimbellato da tutti, non si da pace.
Ok, si invecchia, ma possibile che sia tanto rimbambito da aver sbagliato a controllare i numeri?
La fredda evidenza della macchina è contro di lui.

Risale in ufficio quasi di corsa, apre il sito...i numeri sono giusti.
Atroce dubbio, dov'è il giornale?
Sfoglia rapido, là sotto i necrologi c'è il boxino con i numeri.

Acer sbianca trema vacilla, ma l'orrenda verità è sotto i suoi occhi: sul sito hanno invertito il Superstar con il Jolly !!!

 
Mail da : Acer
A : info@superenalotto.com

Oggetto : SUPERSTAR SBAGLIATO

Spero che qualcuno stamattina abbia scoperto di aver fatto 4 col superstar
leggendo i numeri dell'estrazione sul vostro sito e, ACCORTOSI CHE AVETE
SCAMBIATO IL NUMERO JOLLY CON IL SUPERSTAR, vi faccia causa per avere i
35.000 euro che si era illuso di aver vinto.

Siete veramente degli incapaci: una sola cosa dovete fare nella vita,
mettere i numeri del Superenalotto, e li avete sbagliati.
Vi consiglio vivamente di chiudere il sito e cambiare mestiere, perchè
questo compito si è dimostrato decisamente superiore alle vostre capacità.

Io avevo 'scoperto' di aver fatto solo 1+Superstar, e per dieci euro già il
fatto di aver scritto questa mail è troppo.
Ma non sono proprio riuscito ad esimermi dal manifestarvi tutto il mio
disprezzo per la vostra totale inettitudine.

Addio
     Acer


 
postato da: acerino alle ore 22:17 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 22 settembre 2009

PENSARE ... E BASTA

Frank tiene il suo meeting settimanale sull'andamento della sua unità aziendale. Per un'ora e mezza commenta le sue slide, infarcendo tutto di termini anglo-americani. E' parzialmente giustificabile, perchè da giovine ha studiato in America.

Questo però non giustifica il fatto che oggi si sia tolto la giacca e indossi la felpa dei Red Socks che una collega volenterosa gli ha appena portato da Boston.

Arrivato alla penultima pagina della sua presentazione, fa un attimo di silenzio per recuperare l'attenzione di tutti, si schiarisce la voce, scrocchia le dita delle mani come ogni tanto gli capita, e dice:

"Ho tenuto per ultimo il punto più importante, adesso vi ribadirò le cose fondamentali in cui credo, e che tutti noi dobbiamo credere. Sono i principi ai quali ci dobbiamo ispirare in ogni momento della nostra attività"

Gira la pagina della presentazione, e i principi sono tutti scritti là (il primo 'Pensare cliente' riecheggia qualcosa di già sentito), in ordinata colonna e in caratteri grandi perchè Frank è presbite ma non porta gli occhiali.

Salvatore, seduto vicino a lui, lo guarda e dice:

"Frank, ma se sono così importanti perchè te li sei scritti?"

E Frank :"Perchè sennò non li ricordo"

postato da: acerino alle ore 08:50 | Permalink | commenti (17)
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domenica, 20 settembre 2009

I PROGRESSI DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA

"Gentili Colleghi,

vi informiamo che, a causa dei lavori in corso, da domani l'accesso al garage aziendale sarà cosnentito solo a:

- automezzi aziendali

- automezzi a due ruote.

Cordiali saluti"

postato da: acerino alle ore 10:17 | Permalink | commenti (15)
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mercoledì, 16 settembre 2009
ASPETTANDO UN TAXI IN PERIFERIA


Due colleghi aspettano un taxi davanti l'entrata della società.

Si ferma davanti a loro un vecchietto scalcagnato, in sella a un motorino che deve avere gli stessi anni del suo proprietario, con un casco che non ha più neanche il ricordo del suo colore originario.

Si rivolge al più vicino, SM, e gli dice:

“Che ce l'hai qualche spiccio?”

SM scuote la testa, e dice “No, mi dispiace”

L'altro collega, Gigi (per chi se lo ricorda), dice anche lui :”Neanche io mi dispiace”

Il vecchietto guarda Gigi e gli dice : “Tu che c'entri ? Io sto a parlà co' llui”

Al che SM interviene : “Vabbè, è lo stesso”

E il vecchio, alterato : “Lo stesso de che !!! Macchè ne sapete voi che io da stamattina sto a cercà du' spicci e nessuno me dà gnente! “

Gira il motorino e va via.

postato da: acerino alle ore 22:12 | Permalink | commenti (15)
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lunedì, 14 settembre 2009

L'UNICO RIMEDIO SICURO E' STARE ZITTI

D'estate in spiaggia si fanno un sacco di discorsi. La maggior parte inutili, o superflui.

Insomma fra le tante cose, una calda domenica di agosto un'amica della bionda (ricordate la bionda, quella bellissima bionda con gli occhi verdi di un paio di post fa, quella che aveva perso il cellulare a casa sua?), bella quasi come lei, ma meno bionda, mi ha illustrato il metodo più assurdo che io avessi mai sentito per guarire dal singhiozzo.

In pratica si tratta di bere alla rovescia, ma senza poterlo far vedere mi risulta impossibile spiegarlo. Quindi se non sapete come si fa, fate finta diaver capito.

L'altro giorno a mensa con Daniela, il discorso cade proprio sul singhiozzo.

"Non puoi immaginarti che metodo assurdo mi hanno spiegato" dico io "roba che al confronto trattenere il respiro o prendere uno spavento sono da Nobel per la medicina"

"Non dirai mica bere alla rovescia ... quello è l'unico sistema che funziona sempre" mi risponde Daniela.

Io mi guardo attorno un attimo e poi dico : "Guarda com'è vestita quella là, ma dove si crede di essere".

 

postato da: acerino alle ore 23:05 | Permalink | commenti (29)
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domenica, 16 agosto 2009

TOTAL PROTECTION

Acer : “Ma quest’anno non vai al mare, Bà ?”
Bà : “Stai zitto, và … sono bianca come un cadavere”

A. : “Sembri malata”

B. : “E domenica devo andare a un matrimonio !”

A. : “Fatti un paio di lampade, fai in tempo no?”

B. : ”Sì, ci ho pensato, ne ho prenotata una oggi… però, sai…”
A. : ”Cosa?”

B. : “Non ho mai fatto una lampada … ho paura che faccia male … sai, quei raggi … poi ci si ustiona”

A. : “Ma no, sono fatte apposta! La prima volta ne fai una leggera leggera …. solo dieci minuti”

B. : “Però se ne dicono tante … a me fa un po’ impressione”

A. :”Stai tranquilla … la fanno tutti”

B. : “Sì, lo so … ma non sono tanto tranquilla”

Il lunedì successivo

A. : “Allora Bà, come è andato il matrimonio?”

B. : “Bene, è stato molto divertente, c’era gente carina, la sposa era bellissima”

A. : “Ma non le hai più fatte le lampade? Sei ancora pallida come un cadavere”

B. :”Certo che le ho fatte! Non si vede? Ne ho fatte due, come ti avevo detto”

A. : “Ma và … No … a essere sincero non si vede proprio, ma quanto ci sei stata?”

B. : “Dieci minuti tutte e due le volte, era come avevi detto tu”

A. “Strano però, non si vede per niente”

B. “Ma sai … io ho la pelle chiara … avevo paura di scottarmi”

A. : “Ah sì ? E cosa hai fatto ?”

B. : “Mi sono messa la crema”

A. : “La crema? Per evitare la scottatura sotto la lampada?”

B. : “Sì”

A. : “Per evitare la scottatura? Ma … l’hai evitata bene. Ma che protezione hai usato?”

B. : “Schermo totale”

postato da: acerino alle ore 08:24 | Permalink | commenti (9)
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mercoledì, 12 agosto 2009
MONEY MAKES THE WORLD GO ROUND
“Ciao papà, come stai ?”
“Bene. Quando sei tornato ?”
“Ieri sera, i genitori di Pippo mi hanno riaccompagnato a casa”
“E cosa fai in questi giorni?”
“Non so, domani o dopo vorrei andare al mare con mamma. Stasera pensavo di passare a cena da te”
“Sì, mi fa piacere se vieni, cosa vuoi mangiare?”
“Non ti preoccupare, quello che c’è va bene”
“Ok”
“Ah, papà…senti”
“Dimmi”
“Stasera, quando torni a casa…prima fai un Bancomat”
postato da: acerino alle ore 07:51 | Permalink | commenti
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